ACMT e le cure palliative: due storie parallele che si sono date la mano

Nella  seconda   metà  degli anni  ‘90 anche  nel nostro  territorio si faceva   strada   un’attenzione   ai   malati   “inguaribili”   ma   non “incurabili”.

Era il 16 ottobre 1996 e la dottoressa Gabriella Zanini, su proposta del Soroptimist Club di Lecco, insieme a delle persone sensibili costituivano una nuova associazione.

Si chiamerà ACMT, acronimo di Associazione per la Cura dei Malati in Trattamento Palliativo.

L’associazione senza fini di lucro è composta da volontari e si rivolge alle persone, residenti nella nostra provincia, affette da malattie oncologiche in una fase ormai inguaribile e che necessitano di particolari sostegni

Scopo della associazione era quello di supportare le persone malate negli ultimi giorni e il loro nucleo famigliare, e di promuovere una cultura che desse “cittadinanza” al fine vita, che in quel periodo storico era ancora relegato in una frustrante area di impotenza della cura.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce le cure palliative come un approccio in grado di migliorare «la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di una identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicosociale e spirituale»

Furono anni importanti di concreta collaborazione con il Servizio Cure Domiciliari dell’ASL e di impegni attivi verso la società civile.

L’Associazione aveva un duplice sguardo: uno diretto all’interno del nucleo famigliare, nello spazio intimo delle relazioni, del dolore ma soprattutto della vicinanza.

Per questo l’Associazione, a partire dal 1998, ha attivato un servizio di volontariato che potesse operare in collaborazione della equipe del Servizio Cure Domiciliari, laddove la famiglia ne sentisse la necessità: persone che stanno accanto all’ammalato con una attiva, attenta e sensibile capacità di ascolto, frutto di una formazione preliminare, continuamente aggiornata. Persone che con la loro determinazione, la loro disponibilità, sanno sempre “esserci”, alleviando le sofferenze, cogliendo i bisogni, allargando le frontiere della solidarietà e del servizio.

L’altro sguardo della Associazione era finalizzato a valorizzare acquisizioni etiche che davano nuovi significati e valori alla malattia ed alla morte. Dal 1999 ACMT ha promosso sul territorio iniziative culturali e di sensibilizzazione nel campo delle cure palliative come conferenze e tavole rotonde con relatori di altissimo livello professionale, riunioni, convegni, spettacoli, manifestazioni culturali, distribuzione di materiale divulgativo, articoli su giornali….

Dal 2001 a tutt’oggi ACMT sostiene l’ équipe dell’Unità di Cure Palliative delle sedi operative di Lecco, Bellano/Valsassina e Oggiono del Dipartimento Interaziendale della Fragilità della Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco.

ACMT finanzia anche l’aggiornamento di medici e infermieri per corsi residenziali e master annuali presso Università.

Per sostenere il notevole onere finanziario relativo alla sua attività A.C.M.T. svolge un’adeguata opera di raccolta fondi, partecipando a bandi promossi da Enti pubblici e privati, quali la Fondazione Comunitaria del Lecchese, il Fondo Mario Bellemo ed altre Fondazioni e Associazioni come il Soroptimist Club di Lecco, Inner Wheel…

Anche amici, associati o persone che hanno conosciuto e vissuto la triste esperienza di un proprio caro malato terminale hanno aiutato generosamente ACMT.

Nel 2010 viene promulgata la legge 38: garantisce a livello nazionale l’ accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore per tutti i cittadini; è una svolta, realizzata anche grazie all’impegno civile di divulgazione e di promozione della Associazione, assieme ad altre. Diventa sempre più importante accompagnare e appoggiare la “cosa pubblica” di fronte all’obiettivo di concretizzare un nuovo diritto e così proseguono e si incrementano gli interventi finanziari, culturali e di volontariato.

E oggi?

La modificazione della struttura familiare attualmente in corso comporta nuclei numericamente più piccoli, spesso maggiormente articolati e geograficamente più dispersi, caratterizzati da un aumento di migrazioni, divorzi e pressioni esterne. Un minor numero di persone è e sarà quindi in grado di offrire assistenza e cure a malati inguaribili.

Da qui l’esigenza di creare un nuovo Hospice, complementare ed integrato alle degenze ospedaliere o al domicilio, che dia ai familiari un sollievo dal carico assistenziale quando non sono in grado di farlo da soli e fornisca supporto e attenzione a chi si trova in fase di malattia avanzata, e non solo oncologica, per consentirgli comunque di vivere degnamente, in pienezza e nel modo più confortevole possibile.

ACMT è stato interrogato sulla possibilità di contribuire a creare all’interno della struttura ospedaliera un luogo idoneo che rispondesse a queste esigenze mediante una articolazione degli spazi che riproponessero condizioni di vita simili a quelle godute al proprio domicilio.

Creare all’interno della struttura ospedaliero un Hospice è la sfida che il Dipartimento per la Fragilità ha raccolto insieme ad ACMT!

E’ il giorno 4 marzo 2022 e si apre l’Hospice Resegone, collocato presso l’Ospedale A. Manzoni di Lecco.

ACMT ha contribuito fornendo gli arredi necessari alle 10 stanze che lo compongono, agli spazi comuni e a quelli per il personale sanitario.

Adesso una nuova sfida: accompagnare l’Hospice con i volontari, quei volontari che con la loro presenza hanno fatto la differenza al domicilio di chi era malato e che possono/devono fare la differenza anche in una struttura che da una parte è “sanitaria” ma che dall’altra è “casa”, luogo di affetti, relazioni, vicinanze…

anche riferimenti tratti da

MEDICINA E CURE PALLIATIVE in “XXI Secolo” – Treccani