Hospice Resegone di Lecco
In tre anni 800 assistiti Salute. Il traguardo sarà celebrato con una mostra organizzata da Acmt
Trivelli: “Struttura fondamentale. Riva: “Registrati numeri importanti”
Marcello Villani
L’Hospice Resegone
dell’ospedale Manzoni di Lecco
compie tre anni. Ha curato, finora,
dal 2022, ben 800 persone.
Ha curato soprattutto gli
inguaribili ma non c’è nessuna
contraddizione nella questione.
Anzi.
Il direttore generale Marco
Trivelli ha parlato proprio di
vera vocazione alla cura della
persona, per i medici e gli infermieri
dell’Hospice proprio per
questa apparente contraddizione
che nasconde, invece,
grande passione per la vita e
per gli uomini e le donne che
sono passate dall’Hospice e che
tutt’ora sono prese in carico.
“L’Hospice · ha detto Trivelli
è forse una delle ultime
fioriture del nostro ospedale,
ma è veramente importante
perché copre una lacuna nel sistema
di cura che il pubblico dà
alle persone della provincia di
Lecco. C’era un’esperienza privata
(Il Nespolo, n.d.r.), molto
qualificata, ma all’interno del
pubblico non c’era questa possibilità
di trattare con le cure
palliative. E il fine vita, visto
che abbiamo una tradizione
importante perché i palliativisti
hanno invece una grande
storia in provincia di Lecco, finalmente
è entrato anche nella
sanità pubblica. Una storia
molto significativa anche in
confronto ad altre realtà regionali”.
I volontari di Acmt, rappresentati
da Alessandra Cranchi,
sono l’altra faccia della
medaglia. Persone che fin dall’inizio
hanno seguito con passione
il percorso. Proprio loro
per il terzo anniversario hanno
organizzato una mostra con
l’artista Alex Pinna che sarà
esposta nella hall dell’ospedale
con le opere realizzate da alcuni
studenti dell’Accademmia di
Belle Arti di Brera. Sarà inaugurata
il 15 marzo e visitabile
fino al 4 aprile. Sabato 5 aprile
poi dalle 17 alle 19 ci sarà l’incontro
con gli artisti ad Hangar
Manzoni a Pescarenico (via dei
Pescatori 38). Le opere saranno
vendute e i proventi devoluti
ad Acmt. E venerdì 28 marzo
dalle 18,15 alle 20 all’aula magna
dl Manzoni di Lecco spazio
all’incontro con Emmanuel
Exitu, autore del libro “Di cosa
è fatta la speranza (Bompiani
2023)”.
Alessandra Cherchi dà dell’Hospice
una splendida definizione:
“Hospice Resegone è il
luogo in cui la scienza medica,
l’arte del prendersi cura dell’altro,
assumono il valore di medicina
umana, ed è uno spazio
in cui il tempo è cura, in cui la
relazione è cura, in cui i silenzi
e gli sguardi sono cura”.
Luca Riva, direttore della
Struttura Complessa di Cure
Palliative, è davvero commosso
per quanto fatto finora: “Non
è scontato posizionare un hospice
dentro un ospedale per
acuti. Ha richiesto una scelta
coraggiosa che poi è stata riconfermata.
L’ospedale è classicamente
identificato con una
struttura dove si va per guarire,
per affrontare problematiche
del tutto diverse. Posizionare
al suo interno una struttura
che ha una mission diversa che
è quella di accogliere il fine vita,
è stata veramente una scelta
coraggiosa e una sfida non del
tutto facile”.
Ma oggi si può dire che quella
scelta è una scommessa vinta:
“Stiamo raccogliendo ormai
dei risultati numerici importanti
· ammette Riva . In questi
tre anni ormai abbiamo accolto
più di 800 malati che sono numeri
veramente incredibili.
L’hospice però ci ha soprattutto
permesso di portare le cure
palliative là dove nasce il bisogno
del malato a fine vita, che
oggi è nella struttura ospedaliera.
Prima c’era uno iato tra
ospedale e territorio che, per
quanto ci fosse una struttura
territoriale molto ben avviata,
si faceva fatica a colmare. Andare
incontro al bisogno ci ha
permesso di accoglierlo con più
fluidità, in modo che le famiglie
e i malati avessero meno problemi
in una transizione che
per loro è molto difficile