Il terzo anniversario dell’Hospice Resegone di Lecco
celebra l’importanza della cura palliativa e del supporto
psicologico
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sanità
Tre anni di impegno a 360 gradi per migliorare la qualità della vita dei pazienti terminali
all’Hospice Resegone di Lecco

Lecco
Pubblicato: 12 Marzo 2025 14:43
“Il desiderio di raccontare le vite che restano nelle nostre esistenze. L’hospice è uno spazio
di medicina umana, dove relazione e cura si intrecciano, e dove anche i silenzi sono parte
integrante della cura. Qui ci si dedica alla persona e ai suoi affetti, creando un ambiente di
supporto profondo. Il volontariato trova un’espressione molto potente in questo contesto.
Raccontare tutto questo è anche un modo per esprimere stima e gratitudine all’equipe che,
con dedizione, rende possibile tutto ciò.” Queste parole di Alessandra Cranchi, Presidente
di ACMT Lecco, racchiudono il senso del calendario di iniziative organizzate in occasione
del terzo anniversario di fondazione dell’Hospice Resegone di Lecco, inaugurato nel marzo
2022.
Un luogo che, da tre anni, offre attività volte a preservare la migliore qualità di vita possibile
per le persone affette da patologie ad andamento cronico evolutivo, non più responsive alle
terapie o per le quali esse non siano disponibili. All’interno dell’Hospice Resegone, l’obiettivo
è aiutare sia il paziente sia il contesto familiare ad accogliere la morte come evento naturale,
facendosi carico dei bisogni di tutti i soggetti coinvolti, siano essi di tipo assistenziale,
psicologico o spirituale.
“In questi 25 anni di vita del nostro ospedale, l’apertura dell’hospice è un evento di grande
importanza. Sebbene esista un polo eccellente ad Airuno, l’hospice ‘Il Nespolo’, nel settore

Un luogo che, da tre anni, offre attività volte a preservare la migliore qualità di vita possibile
per le persone affette da patologie ad andamento cronico evolutivo, non più responsive alle
terapie o per le quali esse non siano disponibili. All’interno dell’Hospice Resegone, l’obiettivo
è aiutare sia il paziente sia il contesto familiare ad accogliere la morte come evento naturale,
facendosi carico dei bisogni di tutti i soggetti coinvolti, siano essi di tipo assistenziale,
psicologico o spirituale.
“In questi 25 anni di vita del nostro ospedale, l’apertura dell’hospice è un evento di grande
importanza. Sebbene esista un polo eccellente ad Airuno, l’hospice ‘Il Nespolo’, nel settore
pubblico non vi era un’esperienza consolidata nel trattamento del fine vita – ha detto Marco
Trivelli, Direttore Generale ASST Lecco – Il nostro territorio vanta una grande tradizione
nelle cure palliative, e l’hospice è il frutto maturo di una competenza cresciuta nel tempo.
Vogliamo celebrare questi tre anni di attività grazie al prezioso supporto dell’équipe e dei
volontari di ACMT, l’associazione che ha seguito questa struttura fin dall’inizio, contribuendo
a renderla accogliente e organizzando eventi speciali per questo anniversario. Ritengo
emblematica l’attività di cura che avviene all’interno di essa, perché pur trattando patologie inguaribili, riesce a realizzare la capacità di sostegno al paziente, che rappresenta il vero cuore della cura. Se una guarigione completa non è possibile, risulta fondamentale che il
trattamento consenta di raggiungere il massimo benessere possibile, garantendo una qualità
di vita che sia quantomeno accettabile.”

Sono 800 i pazienti che, in questi tre anni, sono passati dall’Hospice, che conta 10 posti
letto. Tuttavia, la cura va ben oltre i numeri. L’équipe multidisciplinare che lavora all’interno
dell’Hospice – composta da una decina di infermieri, altrettanti operatori socio-sanitari, un
medico palliativista, un assistente spirituale, un assistente sociale, uno psicologo e
un’educatrice – ha offerto ascolto e supporto non solo ai pazienti, ma anche a migliaia di
familiari.
“È stato un percorso nuovo, una sfida che abbiamo accettato e stiamo affrontando. Il reparto
è piccolo e lavoriamo giorno per giorno – ha detto Marta Poncato, coordinatrice
infermieristica – I pazienti sono affetti da malattie inguaribili, ma ancora curabili. Noi ci
occupiamo di loro, cercando di rispondere non solo agli aspetti fisici, ma anche a quelli spirituali.”
La gestione dell’hospice è affidata al personale dell’Unità di Cure Palliative del Dipartimento
delle Fragilità – DIFRA dell’ASST di Lecco, coadiuvato dai numerosi volontari
dell’Associazione per la Cura dei Malati in Trattamento Palliativo (ACMT), che ha dato un
contributo fondamentale nella realizzazione di questo progetto. In occasione del terzo
anniversario dell’Hospice Resegone, ACMT, con l’artista Alex Pinna, propone presso la Hall
dell’Ospedale “A. Manzoni” e in Hospice Resegone la mostra “L’arte della Cura”, con le
opere realizzate da alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. L’esposizione sarà
inaugurata sabato 15 marzo e visitabile fino a venerdì 4 aprile.
A conclusione del progetto, sabato 5 aprile, dalle 17 alle 19, l’Hangar Manzoni a Pescarenico
(via dei Pescatori 38, Lecco) ospiterà un incontro con gli artisti, accompagnato da un
aperitivo (su prenotazione ai numeri 392 7175515 e 328 7082693 – è richiesta una
donazione a partire da 15 euro). Le opere saranno acquistabili con una donazione a favore
di ACMT.
Venerdì 28 marzo, dalle 18.15 alle 20, presso l’Aula Magna dell’Ospedale “A. Manzoni” di
Lecco, spazio all’incontro con Emmanuel Exitu, autore del libro “Di cosa è fatta la speranza”
(Bompiani, 2023). Exitu si ispira alla storia di Cicely Saunders per raccontare il misterioso
abbraccio tra il dolore e la speranza: l’infermiera e medico britannico che nel 1967 fondò il
primo hospice, le cui procedure sono tutt’oggi considerate dall’OMS il punto di riferimento
per migliorare la qualità della vita dei malati terminali.
“L’Associazione ACMT – Associazione per la Cura dei Malati in Trattamento Palliativo di
Lecco è onorata di partecipare all’organizzazione della serata che vedrà, a Lecco, ospite di
ASST Lecco, il giorno venerdì 28 marzo alle ore 18.15, il regista Emmanuel Exitu, autore del
romanzo ‘Di cosa è fatta la speranza’ (Bompiani, 2023), dedicato a Cicely Saunders,
l’infermiera inglese che nel 1967 creò il primo hospice e avviò la medicina che prende in
carico l’intera persona, non solo la sua malattia”, ha proseguito Alessandra Cranchi. “Per
tutti noi, Cicely Saunders è un riferimento costante; è grazie a lei che gli hospice si sono
diffusi nel mondo e, se la cura dei malati in trattamento palliativo è diventata oggetto di
ricerca e tema politico, lo dobbiamo a lei. Nel 2022, ACMT Lecco ha contribuito con
coraggio, competenza e passione alla progettazione e all’apertura dell’Hospice Resegone di
Lecco presso ASST Lecco. I volontari sono stati e sono tutt’oggi la nostra forza. La
collaborazione con ASST Lecco è feconda, e collaborare e co-progettare è indispensabile
per il benessere di chi arriva all’Hospice Resegone. Raccontiamo tre anni di vite che restano
nelle vite degli altri. Questo nostro pensiero racchiude bene il senso del nostro esserci anche
in questa serata, perché le persone restano sempre centrali nel nostro lavoro. Quello che i
malati lasciano ai loro cari e anche a noi non è semplicemente un ricordo, è per ACMT
Lecco un contenuto che deve diventare memoria collettiva di tutta la nostra comunità.”

“Questi tre anni sono stati intensi e bellissimi. Scegliere di realizzare un hospice all’interno di
un ospedale ‘per acuti’ non è stata una scelta scontata ed ha rappresentato, in un certo
senso, una sfida con tante difficoltà – ha chiosato Luca Riva, Direttore della Struttura
Complessa di Cure Palliative ASST Lecco – Ad oggi posso dire che affrontarla ci ha
permesso di prendere in carico tutte quelle persone malate che, proprio in ospedale, non
trovavano la risposta adeguata al loro percorso di fine vita. In tre anni abbiamo accolto più di
800 malati presso l’Hospice Resegone, contribuendo con questo lavoro a diffondere la
cultura delle cure palliative in un contesto professionale che, anche grazie a questa
vicinanza, sta imparando a lavorare in modo diverso. Da sempre sosteniamo l’importanza di
un modello che si propone di curare sempre, anche quando non si può guarire; essere
presenti in ospedale ci permette di farlo senza interrompere il percorso di cura, con una
transizione più fluida e meno traumatica per il malato e la famiglia in un momento
particolarmente difficile. Per noi questo concetto è talmente importante da aver fatto
dipingere sulla parete all’ingresso dell’Hospice le parole di un altro artista, Franco Battiato,
che termina una delle sue canzoni più famose (‘La cura’) con la frase ‘perché sei un essere speciale ed io avrò cura di tè. Siamo a fianco ad ACMT in queste importanti iniziative proprio
perché ci aiutano a ricordare che all’interno della medicina, curare è e deve rimanere sempre
un’arte.”